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Considerazioni sul caso RBM |
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Quando percorro la strada che costeggia la località dove è ubicata la RBM premo un pò di più sull' acceleratore per allontanarmi il più velocemente possibile da quello che è un luogo di sofferenza e di morte di esseri viventi. Mantengo la testa ben dritta quasi come se uno sguardo lanciato velocemente verso quella direzione potesse scorgere immagini che non potrei sopportare. La strada costeggia prati e caseggiati, si scorgono i monti nel loro splendore. La tranquillità dei posti, il normale scorrere della vita sembrano assurdi al pensiero di quanto viene fatto in quei laboratori. Fuori la vita dentro la morte. In un film di Marco Bechis i sostenitori del regime argentino torturavano gli oppositori in un garage di Buenos Aires, il Garage Olimpo. La gente passava davanti al garage per raggiungere le mete quotidiane. Il traffico scorreva caotico. Fuori si viveva la vita. Dentro si viveva la morte. Ma la gente che transitava li davanti non sapeva quello che avveniva. Noi sappiamo quello che avviene nei laboratori RBM e similari. Chi ha un minimo di sensibilità non può accettare questa realtà. Molta gente è pronta (giustamente) ha indignarsi per l'atto vandalico compiuto su un'opera d'arte o più semplicemente per una scritta che imbratta un muro, ma non ha nessuna reazione per quelle che sono atrocità legalizzate verso esseri viventi che provano, come noi, dolore, emozioni, sentimenti. Ci "insegnano" che per essere più belli, più giovani, alla moda dobbiamo usare creme, tonici, trucchi, tinture, profumi. Ogni prodotto utilizzato per questi scopi effimeri viene testato su animali. Il rossetto che pensi ti possa rendere più carina, la crema che pensi ti farà venire qualche ruga in meno, lo shampo che pensi ti renderà i capelli più luminosi, il profumo che pensi possa renderti più sensuale. In nome di tutto ciò noi siamo disposti ad accettare la tortura e la morte di un essere vivente. Siamo dei mostri o semplicemente degli ignoranti? Forse entrambi le cose. L'animale nella scala dei diritti è all'ultimo posto. Un cane o una scimmia non possono sedersi a un tavolo con gli uomini per difendere i propri diritti, per denunciare soprusi, ingiustizie, maltrattamenti. Non possono manifestare nelle piazze. Questa è la differenza tra un uomo e un animale. Che significato ha l'affermazione che la RBM è una delle poche aziende che non ha subito crisi occupazionali e produttive? Significa forse che vanno bene le vendite delle multinazionali che sempre più lanciano sul mercato nuovi prodotti (dai cosmetici ai pulitori della casa) e che quindi necessitano di nuovi test? Oppure significa che non ha importanza quello che uno produce l'importante è lavorare? Possiamo produrre armi, sedie elettriche, bombe atomiche. Sono altre le cose da produrre, nel rispetto di tutti gli esseri viventi e dell'ambiente. L'uomo crea condizioni ambientali che generano per l'uomo stesso gravi malattie. Sfamiamo gli animali da allevamento con mangini che provocano danni alla loro salute. Ci nutriamo di questa carne infetta che provoca nuove malattie. Inquiniamo acqua, aria, terra, avveleniamo i prodotti della natura di cui ci nutriamo e di conseguenza aumentano sempre più i casi di cancro. Costruiamo armi che quando non uccidono all'atto dell'uso causano malattie e morti per il contenuto si sostanze tossiche che le compongono (ad esempio l'uranio impoverito). Siamo riusciti ad alterare lo strato di ozono che ci protegge dagli effetti dannosi dai raggi solari cosicchè avremo sempre più malattie della pelle. L'alterazione del perfetto equilibrio della natura genera nuove allergie in un numero sempre più elevato di bambini/adulti. Per curare questi ed altri numerosi danni provocati dall'uomo che cosa fa l'uomo stesso? Crea farmaci. I farmaci vengono sperimentati sugli animali. Quindi prima noi facciamo di tutto per distruggerci e poi per porre rimedio proseguiamo l'opera di distruzione e violenza utilizzando degli esseri viventi che non hanno alcuna possibilità di difesa e che magari qualcuno pensa siano stati creati da Dio per servire in tutto e per tutto L'UOMO. Anna. |
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Data: 08/03/04 |
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