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Apriamo la serie dei
documenti elaborati da altre associazioni, comitati, semplici
animalisti con questo comunicato stampa della Colonia Felina di
Torre Argentina. Puntuale risposta alla criminalizzazione
dei gatti delle colonie feline (e non solo), il documento si fa
apprezzare anche per i riferimenti veloci e puntuali su certi
ambienti scientifici...
Comunicato stampa
Oggetto: campagna terroristica circa il pericolo di contagio di
CsD da parte dei gatti randagi nei confronti delluomo.
Si dice da taluno che i Convegni o Congressi siano talvolta,
salvo lodevoli eccezioni, una specie di vacanza che insigni
professionisti in ogni campo organizzano di tanto in tanto per
concedersi un tantino di relax, fare un po di legittima
bisboccia, allontanarsi dalle mogli, dai bambini e dagli obblighi
della professione ed incidentalmente parlare dei problemi o dei
raggiungimenti della propria categoria.
In occasione del Convegno dellIstituto Zooprofilattico a
Bari, ci sembra che questa malignità sia stata confermata
una volta di più. Ci auguriamo davvero che da questo
Convegno sia uscito qualcosa di più pregnante che non la
supposta pericolosità dei graffi dei gatti, per provare la
quale sarebbero stati testati ben mille e più gatti
randagi.
La nostra umile esperienza di gattare, fondata sulla
frequentazione quotidiana e trentennale di gatti randagi e quindi
graffiate morse da queste pericolosissime fiere uninfinità
di volte, ci consente di affermare che questa pericolosità
è al limite della leggenda metropolitana. I pareri degli
innumerevoli veterinari con cui giornalmente siamo in contatto ed
a cui abbiamo chiesto lumi supplementari confermano ampiamente la
nostra tesi fondata sullesperienza empirica. Non parliamo
nemmeno dei sorrisetti con cui questi veterinari hanno accolto la
trovata dei loro colleghi degli Istituti Zooprofilattici
A giudicare di quanto riportato dalla stampa pare invece che
questa scoperta dellombrello sia stato il clou del
convegno. Se ci fosse stato di più o di meglio, allora ci
chiediamo perché non ne sia stato dato risalto da parte
della stampa, felice soltanto di sbattere una volta di più
il gatto in prima pagina.
Chi scrive è una gattara, vale a dire
unutile imbecille, ma, incidentalmente, anche una
contribuente. Sarebbe perdonata se si chiedesse quanta parte del
suo denaro sia servita a finanziare il convegno in questione e le
sue brillanti conclusioni, destinate solo ad alimentari infondati
e pericoli allarmismi, e se si augurasse una migliore
utilizzazione delle risorse a lei torchiate? E se le venisse la
legittima curiosità di sapere se, oltre agli sponsor
forzati (leggi i contribuenti), non vi sia stato il
probabilissimo apporto di un qualche Sponsor magnanimo e
disinteressato, magari qualche casa farmaceutica, così
tanto per dirne una? E sempre per essere un po maligni,
immaginiamo che fra qualche tempo ci sia il lancio sul mercato di
un prodotto antipulci la cui pubblicità si dilunghi sulla
sua efficacia a preservare i bambini dalle conseguenze dei gatti
dei graffi.
Oppure, mettiamo che si registri attualmente una
certa sonnolenza del mercato nei confronti di medicinali
antipulci.
Quale migliore occasione di un Convegno di
specialisti per ridargli una salutare scossetta che lo rianimi? E
se per conseguire il risultato di vedere farmacie affollate si
ottiene incidentalmente anche quello di avere più
abbandoni di gatti (la gente reagisce come crede), che i gatti si
arrangino. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si
azzecca...
Inoltre, come gattara praticante in servizio attivo, si chiede
come abbiano fatto, e quante risorse abbiano usate, i signori
dellIstituto per monitorare un simile numero di gatti, si
badi bene, randagi, vale a dire molto spesso refrattari ad ogni
lusinga di cattura. Sappiamo noi gattare quanto costi,
fisicamente e finanziariamente, catturare gatti per curarli e
sterilizzarli. Ci auguriamo almeno che, oltre ad averli
sottoposti allesame della bartonella, per legittima
curiosità scientifica che la legge però non
richiede, li abbiano anche sterilizzati, visto che cerano,
così, tanto per fare un favore al volenteroso legislatore
che lavrebbe prescritto nelle varie Leggi Regionali ma, per
carità, come un optional da non prendersi troppo sul
serio.
Silvia Viviani Dalla colonia felina di Torre
Argentina
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