Contributi esterni

Campagne terroristiche

di
Silvia Viviani



Apriamo la serie dei documenti elaborati da altre associazioni, comitati, semplici animalisti con questo comunicato stampa della Colonia Felina di Torre Argentina. Puntuale risposta  alla criminalizzazione dei gatti delle colonie feline (e non solo), il documento si fa apprezzare anche per i riferimenti veloci e puntuali su certi ambienti “scientifici”...
 

Comunicato stampa

 

Oggetto: campagna terroristica circa il pericolo di contagio di CsD da parte dei gatti randagi nei confronti dell’uomo.

Si dice da taluno che i Convegni o Congressi siano talvolta, salvo lodevoli eccezioni, una specie di vacanza che insigni professionisti in ogni campo organizzano di tanto in tanto per concedersi un tantino di relax, fare un po’ di legittima bisboccia, allontanarsi dalle mogli, dai bambini e dagli obblighi della professione ed incidentalmente parlare dei problemi o dei raggiungimenti della propria categoria.

In occasione del Convegno dell’Istituto Zooprofilattico a Bari, ci sembra che questa malignità sia stata confermata una volta di più. Ci auguriamo davvero che da questo Convegno sia uscito qualcosa di più pregnante che non la supposta pericolosità dei graffi dei gatti, per provare la quale sarebbero stati testati ben mille e più gatti randagi.

La nostra umile esperienza di gattare, fondata sulla frequentazione quotidiana e trentennale di gatti randagi e quindi graffiate morse da queste pericolosissime fiere un’infinità di volte, ci consente di affermare che questa pericolosità è al limite della leggenda metropolitana. I pareri degli innumerevoli veterinari con cui giornalmente siamo in contatto ed a cui abbiamo chiesto lumi supplementari confermano ampiamente la nostra tesi fondata sull’esperienza empirica. Non parliamo nemmeno dei sorrisetti con cui questi veterinari hanno accolto la trovata dei loro colleghi degli Istituti Zooprofilattici…

A giudicare di quanto riportato dalla stampa pare invece che questa scoperta dell’ombrello sia stato il clou del convegno. Se ci fosse stato di più o di meglio, allora ci chiediamo perché non ne sia stato dato risalto da parte della stampa, felice soltanto di sbattere una volta di più il gatto in prima pagina.

Chi scrive è una gattara, vale a dire un’utile imbecille, ma, incidentalmente, anche una contribuente. Sarebbe perdonata se si chiedesse quanta parte del suo denaro sia servita a finanziare il convegno in questione e le sue brillanti conclusioni, destinate solo ad alimentari infondati e pericoli allarmismi, e se si augurasse  una migliore utilizzazione delle risorse a lei torchiate? E se le venisse la legittima curiosità di sapere se, oltre agli sponsor forzati (leggi i contribuenti), non vi sia stato il probabilissimo apporto di un qualche Sponsor magnanimo e disinteressato, magari qualche casa farmaceutica, così tanto per dirne una? E sempre per essere un po’ maligni, immaginiamo che fra qualche tempo ci sia il lancio sul mercato di un prodotto antipulci la cui pubblicità si dilunghi sulla sua efficacia a preservare i bambini dalle conseguenze dei gatti dei graffi.

Oppure, mettiamo che si registri attualmente una certa sonnolenza del mercato nei confronti di medicinali antipulci.

Quale migliore occasione di un Convegno di specialisti per ridargli una salutare scossetta che lo rianimi? E se per conseguire il risultato di vedere farmacie affollate si ottiene incidentalmente anche quello di avere più abbandoni di gatti (la gente reagisce come crede), che i gatti si arrangino. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca...

Inoltre, come gattara praticante in servizio attivo, si chiede come abbiano fatto, e quante risorse abbiano usate, i signori dell’Istituto per monitorare un simile numero di gatti, si badi bene, randagi, vale a dire molto spesso refrattari ad ogni lusinga di cattura. Sappiamo noi gattare quanto costi, fisicamente e finanziariamente, catturare gatti per curarli e sterilizzarli. Ci auguriamo almeno che, oltre ad averli sottoposti all’esame della bartonella, per legittima curiosità scientifica che la legge però non richiede, li abbiano anche sterilizzati, visto che c’erano, così, tanto per fare un favore al volenteroso legislatore che l’avrebbe prescritto nelle varie Leggi Regionali ma, per carità, come un optional da non prendersi troppo sul serio.

 Silvia Viviani
 Dalla colonia felina di Torre Argentina

 



Data: 27/06/01

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