Fantasie presso il Castello di Agliò

(di Paolo Rossi)

Recentemente, nelle liste animaliste sono apparsi alcuni ragionamenti sulla “rabbia”. Rabbia come categoria fondativa dell'animalismo? Bah... Certo è che talvolta la rabbia può stimolare la creatività. Come nel caso di questo racconto scritto da un Paolo Rossi che puzza fin troppo di pseudonimo. Vero, Paolino? Te lo pubblichiamo sperando che, trattandosi di un racconto, non ci chiudano il sito. Altrimenti la rabbia la matureremo noi nei tuoi confronti :-).


E' fatta! Le fiamme si levano alte! Le dita di fuoco escono dalle finestre e stringono lo scuro palazzo in una morsa che non lascia speranza.

Ritardate, infami, ritardate ancora un poco e l'opera della mia vita sarà inesorabilmente compiuta.

Raccoglierete inutili ceneri e a nulla serviranno i vostri strepiti. Strepiti inutili, come la vostra miserabile vita.

Osservo dall'estremità dell'ampio piazzale antistante, sbracato su una panchina di ferro che trovo più comoda di ogni letto del mondo: il calore mi lambisce la pelle, l'accarezza e tanto m'aggrada. Avrò piccoli fastidi, è vero! Un poco di tosse quando le ceneri incominceranno a infiltrarsi in bronchi e polmoni; ma cosa potrebbero aggiungere a un intrico di metastasi?

Ancora pochi minuti e non potrete più sperare di recuperare una trave… ancora pochi minuti e sconterete i vostri peccati, "cittadini" senza pietà. Ringraziate voi stessi... e i camici bianchi! Tutti protesi all'ignobile patto con il vostro dio immaginario dal quale vi siete fatti assegnare la concessione dell'infamia per trasformare il mondo in un terribile obbrobrio!

Quadri, suppellettili, collezioni… ogni cosa va a fuoco… vi sento tutti, sento i vostri orribili schiamazzi per l'irrimediabile ferita arrecata alla storia, alla cultura, all'arte (che era) racchiusa nelle sale del castello… tanta attenzione per cose morte, ma non una parola, non un tremore dell'animo, non un pensiero di ringraziamento per poveri esseri vivi, straziati, generati per fornire parti di ricambio ai vostri corpi schifosi. Corpi che non trattate con rispetto, corpi che violentate con abitudini oscene, che disprezzate ogni istante e che acquistano valore quando il vostro stregone vi dice "la situazione è grave". Allora piangete, pregate; allora se è il caso, siete i primi a chiedere di smembrare un altro corpo che non vi appartiene per cercare di riafferrare una vita che non meritate.

Poveri fratelli miei… dall'altra parte del parco ci siete voi. Esseri innocenti e mirabili, costretti a donarvi per salvare - ma per quanto? - la vita a demoni oscuri; custodi viventi di voi stessi in attesa del cuore strappato! Avrei voluto vendicarvi in altri modi, ma sono un vigliacco… accettate, vi prego, quanto la mia effimera esistenza può offrirvi! Perdonate, di più non posso…

Altri minuti sono passati. Il rosso chiarore della vendetta squarcia le tenebre… ormai è fatta! Tra poco verranno. Mi troveranno e si stupiranno di veder qualcuno nella notte profonda godere di tanto spettacolo. Si avvicineranno e mi chiederanno i documenti. Non vedo l'ora di annotare la sorpresa sul volto dello sbirro. Sì, sono stato io. Quanto mi costa lo scherzo? L'avere incendiato il vostro castello del cazzo? Dieci anni, venti? Non li farò, cari, non li farò! Mi dispiace per voi ma non pago. Me ne vado felice entro un mese, tolgo il disturbo. E sarà bello!

Ecco… ecco il fragore assordante di un'intera ala che crolla… stupendo… ho il cuore in tumulto… aspetta… tendi l'orecchio…due, tre… no, tante sirene bucano il silenzio della notte. Giungete in ritardo, bastarde, giungete in ritardo, mi dispiace di cuore. Ed ecco altri, appiedati… sgomenti, in pigiama, berciano tutti! Respirano paura che presto convertiranno in rabbia perché il loro paese del cazzo non sarà più "ducale". Mi dispiace, miei cari, mi dispiace anche per voi: vi punisco in nome dell'innocenza violata.

Altre sirene, ecco i pompieri. Troppo tardi… son mortificato… l'aver attizzato il fuoco in più punti non ha lasciato scampo al maniero e adesso con l'acqua offrite da bere… coi gargarismi i paesani grideranno meglio!

Mi hanno notato. Hanno visto le taniche vuote. Eccoli… si dirigono verso di me. Sono a due passi; si fermano e uno mi dice: "Documenti, per favore…!" La mano scivola in tasca mentre il pensiero anticipa il detto: tieni, pulisciti il culo.




02/06/02

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