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Comunicato “25 aprile 2001”

A cura del
Collettivo



 

Stime diverse indicano in alcune centinaia di milioni gli individui che nascono ogni anno in Italia per volontà dell’uomo, individui che, in maggioranza, non hanno forma umana. Ciononostante hanno capacità di percepire la stessa sofferenza degli umani grazie al loro sistema nervoso evoluto.

Gli umani lo sanno. Sanno che gli animali sono in grado di provare sofferenza, gioia, amore, gratitudine e sensazioni e sentimenti che per molto tempo, nella loro infinita arroganza, hanno attribuito solo a sé stessi.

Eppure gli umani concedono solo alcuni benefici agli individui chiamati “animali di affezione” (e non sono neanche capaci di farlo per la maggior parte di loro). Gli altri esseri devono subire sofferenze reali che fanno impallidire l’Inferno dantesco.

Noi non siamo estremisti. Sappiamo come sia difficile modificare abitudini millenarie e sconfiggere interessi forti e strutturati. Non pretendiamo che una società imperfetta smentisca sé stessa. Reclamiamo soltanto che, in modo sistematico e in ogni ambito, dall’allevamento alla sperimentazione, dalla gestione del passatempo alla caccia, siano bandite per sempre forme ignobili di violenza gratuita con una legislazione avanzata che dia onore al nostro Paese.

Ma questa possibilità non attecchisce nella mente dei nostri parlamentari, sempre ostinati nella loro distanza psicologica da un dolore che non possiede niente di meno della peggiore sofferenza umana.

Dunque, noi del gruppo Rinascita Animalista,

- presa coscienza -

dell’esistenza di lager nel nostro Paese per tanti poveri individui;

- preso atto -

dell’insensibilità della maggioranza del popolo e di tutte le istituzioni;

- considerando -

il disinteresse profondo dei partiti che, senza eccezioni, giudicano irrilevante la Questione Animale:

- dichiariamo -

che negheremo il consenso a tutte le forze politiche che con le prossime elezioni nazionali si candideranno alla guida del Paese.

Con questo atto inauguriamo un nuovo stile nella relazione governati/governanti. Poiché è così facile scrivere programmi e campare sull’inganno, “pagheremo solamente dietro consegna” di una legislazione adeguata. Noi, lo ribadiamo, non possiamo legittimare con l’atto della scelta della rappresentanza politica, un sistema che riproduce in modo sistematico e gratuito dolore in quantità paragonabile ai grandi stermini di massa del passato e del presente.

Dunque, non chiediamo promesse. Vogliamo leggi serie e con decorrenza immediata! E tra cinque anni ne riparleremo. Il voto di pochi non interessa considerando che la disaffezione politica investe milioni di persone? In tal caso, la frattura tra alcuni cittadini e le istituzioni diventerà insanabile e definitiva. Non certo per colpa nostra ma a causa della sordità e dell’arroganza di tutte le forze politiche.

 

 



Data: 25/04/01

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