Il libro del 2007
Jim
Mason è impegnato nella denuncia dell’infame condizione
degli Animali nella nostra società a partire almeno dal 1980,
da quando cioè ha pubblicato (insieme a Peter Singer) “Animal
Factories”, una delle primissime denunce rigorosamente
documentate dell’orrore degli allevamenti intensivi. Con il
libro “Un Mondo Sbagliato” (“Un Mondo Sbagliato.
Storia della distruzione della natura, degli animali e dell’umanità”,
Edizioni Sonda, 2007), Mason approfondisce il suo sguardo sulle
pratiche di sfruttamento degli Animali con l’elaborazione di
una “teoria unificante” del disastro sociale ed ecologico
in cui siamo immersi.
In questo libro
sostiene infatti che le varie questioni che affliggono il nostro
vivere (la guerra, la violenza intra-umana, il disastro ecologico, la
condizione degli Animali, ecc.) siano tutte manifestazioni di una
medesima ideologia, l’ideologia del dominio, da cui poi
discende “l’essere micidiale della storia” (Ortese)
con il suo carico di oppressione “dell’uomo sull’uomo”
e “dell’uomo sulla natura”. Mason non è né
il primo né l’unico a individuare nell’ideologia
del dominio la chiave dei mali attuali, ma è uno dei pochi che
è stato in grado di fornirci una ricostruzione storica
dettagliata, plausibile ed estremamente convincente di come tale
ideologia possa essersi formata, attingendo a una vasta serie di
felici intuizioni riprese dai campi più disparati,
dall’antropologia all’eco-femminismo, dai miti classici
alla critica della cultura. La prima di queste “intuizioni”
è quella che vede negli Animali “gli esseri più
com-moventi del mondo”, quegli esseri che, in quanto a noi
contemporaneamente identici e differenti, hanno reso possibile la
formazione stessa della mente umana, con le sue capacità
razionali e linguistiche (per ironia delle sorte, quelle stesse
caratteristiche che sono state poi utilizzate per giustificarne
l’oppressione). Per converso, allora, possiamo facilmente
immaginarci la portata devastante di quei dispositivi di riduzione
della colpa che si sono dovuti mettere in atto in quello snodo
fondamentale rappresentato dalla nascita dell’agricoltura
intensiva e dall’asservimento (domesticazione) degli Animali al
fine di rendere possibile la degradazione a cose di chi in epoche
precedente era a tutti gli effetti un nostro uguale. Dispositivi
devastanti non solo per loro, ma anche per tutto quello che di
“animale” noi stessi possediamo, a partire dal nostro
corpo e dalla nostra sensualità. La seconda “intuizione”
è l’individuazione del ruolo centrale giocato
dall’invidia maschile per lo status sociale delle donne nella
società primeva, status sociale reso possibile dalla loro
intimità con i cicli naturali della nascita e della fecondità.
Mason ritiene che da tale invidia sia scaturito il bisogno maschile
di esaltazione della forza in quel primo rituale di dominazione
rappresentato dalle pratiche venatorie organizzate ai danni di
Animali di grandi dimensioni, cioè degli “esponenti”
più spettacolari di quei poteri naturali da cui gli Umani
maschi si sentivano esclusi. Infine, la terza “intuizione”,
quella per noi forse più importante, è il rendersi
conto che poiché sono storicamente esistiti sistemi di
organizzazione sociale non basati sulla gerarchia e sull’oppressione,
non siamo condannati da una qualche forza sovraumana (che siano i
geni di un volgare riduzionismo biologico o il destino di un
altrettanto paralizzante spiritualismo) a essere quello che siamo. Il
che non equivale all’aspirazione a un irenico quanto
impossibile ritorno al passato, ma alla definizione di un più
realistico progetto di de-costruzione degli infiniti meccanismi di
dominio che permeano l’attuale società umana, a partire
da quello fondante e istitutivo della riduzione degli Animali a cose.
Proprio perché Mason è convinto che il mondo che
abitiamo non sia necessariamente malvagio, ma più
semplicemente sbagliato, è la “speranza” a
costituire l’”ossatura” del suo libro.
Massimo Filippi (testo pubblicato su VEGANZETTA - notizie dal mondo vegan)