Liberazioni Associazione Culturale Antispecista
   
 
Riproponiamo questo articolo, scritto nel marzo di quest'anno e dunque prima del No francese alla Costituzione Europea, per contribuire a liberare l'analisi del risultato elettorale francese dalle falsificazioni mediatiche che ne hanno imposto una interpretazione in termini esclusivamente nazionalisti e conservatori.
Il referendum francese ha costituito invece un fulgido esempio di democrazia dal basso, di auto organizzazione di gruppi di discussione e comitati di divulgazione, di resistenza al martellamento mediatico ed istituzionale, di coordinamento spontaneo per la difesa dei diritti sociali, per un'Europa della solidarietà e della pace.
Il No francese ha dato voce anche ai popoli che, come quello italiano, sono stati derubati della possibilità di esprimersi.
Agnese Pignataro
La Costituzione europea
ovvero il dispotismo "illuminato" dei liberisti europei


Il giorno dopo la liberazione di Giuliana Sgrena
e l'assassinio del suo liberatore Nicola Calipari
ad opera delle truppe americane:
tristezza, rabbia, desiderio di vendetta.
E intanto al Senato si vota per la ratifica
della Costituzione europea...

La Storia non è fatta di eventi. Soprattutto oggi, nell'epoca in cui la comunicazione (politica) di massa gioca con le coscienze dei destinatari selezionando le informazioni, isolandole, deformandole, frammentandole di interpretazioni viziate dalla propaganda, soprattutto oggi bisogna prender coscienza del fatto che la Storia non è fatta di eventi.

Siamo all'interno di strutture, pianificazioni economiche, costellazioni ideologiche, reti di relazioni di autorità e potere. Questa è la Storia. I punti nevralgici di tali strutture, i luoghi in cui esse vacillano per un alterarsi di equilibri, per un maggiorarsi di spinte eteronome (rispetto alla legge di conservazione dell'equilibrio del sistema a cui appartengono): questi sono gli eventi, storture impreviste che emergono dal continuum del calcolato, e che restano visibili, per qualche attimo, prima che il sistema reagisca e le riassorba.
La Storia non è fatta di eventi. Soprattutto oggi, nell'epoca in cui la comunicazione (politica) di massa gioca con le coscienze dei destinatari selezionando le informazioni, isolandole, deformandole, frammentandole di interpretazioni viziate dalla propaganda, soprattutto oggi bisogna prender coscienza del fatto che la Storia non è fatta di eventi.

Siamo all'interno di strutture. pianificazioni economiche, costellazioni ideologiche, reti di relazioni di autorità e potere. Questa è la Storia. I punti nevralgici di tali strutture, i luoghi in cui esse vacillano per un alterarsi di equilibri, per un maggiorarsi di spinte eteronome (rispetto alla legge di conservazione dell'equilibrio del sistema a cui appartengono): questi sono gli eventi. storture impreviste che emergono dal continuum del calcolato, e che restano visibili, per qualche attimo, prima che il sistema reagisca e le riassorba.

Allo sguardo individuale resta solo un tempo variabile di reazione, le lacrime per Carlo Giuliani, la candelina per i bimbi di Beslan, l'ansia per i connazionali rapiti, il dolore e la rabbia per i morti... e poi l'attesa, l'attesa rassegnata del prevedibile seguito di questa politica tutta sorrisi e bugie che sembra non trovare mai occasione di sconfitta.

Mentre l'Italia dorme, narcotizzata dai reality gastronomici e calcistici, dal matrimonio di Carlo e Camilla, da Sanremo, da telegiornali che mostrano solo le autobomba di Baghdad e mai.gli ospedali, in Europa, questa grande struttura di cui facciamo sempre più parte, sta avvenendo quello che Le Monde Diplomatique.ha definito un "colpo di Stato ideologico": l'approvazione della Costituzione europea.

Agli Italiani è stata sottratta la possibilità di esprimersi in merito dal loro despota "illuminato", tutto sorrisi e paternalismo, l'uomo dai capelli trapiantati che abbiamo la sfortuna di avere come Presidente del Consiglio. L'Italia, dice lui, deve essere il primo Paese a dire sì alla nuova Costituzione: l'Italia, sua proprietà privata, non gli Italiani. Così, sarà il nostro Parlamento a decidere e a votare – sicuramente – la ratifica di questo testo già firmato dai nostri capi di Stato. Ignorando bellamente che una Costituzione deve essere frutto di un atto di democrazia diretta: è il popolo che deve scegliersi la propria Costituzione, eleggendo l'assemblea costituente e votandola direttamente attraverso il referendum.

Questa Costituzione invece rappresenta su più livelli uno scavalcamento delle normali procedure democratiche.

Innanzitutto nella sua genesi, e questo è un problema che riguarda tutta l'Europa.

Una Costituzione è un documento fondativo in cui un popolo riconosce la propria unità intorno a valori comuni, decisi con suffragio universale, su cui si basa la successiva elaborazione giuridica. Ma esiste un popolo europeo? Esiste una coscienza collettiva europea? Soprattutto, il popolo europeo ha partecipato alla stesura del testo che pretende di rappresentarlo? No. Esso è stato redatto da una "Convenzione europea" che si è tentato di paragonare ad un'assemblea costituente ma che di fatto non era.un'assemblea costituente. La costituente, infatti, è un'emanazione diretta del popolo, che ne elegge i componenti; la Convenzione, invece, era formata da membri designati dagli organi istituzionali europei (presidente e vice presidente nominati dal Consiglio europeo; membri appartenenti alla Commissione o eletti dal Parlamento europeo) e dei Paesi dell'UE (membri eletti dai singoli Parlamenti). [1]

Si è voluto giustificare tali difetti di procedura nella stesura del testo sottolineando la novità assoluta del progetto europeo rispetto a tutti gli altri possibili precedenti storici. Ma la Costituzione europea si allontana da ogni precedente anche quanto a forma e a contenuto. [2]

In primo luogo, occorre dire che essa è di una lunghezza spropositata rispetto alle normali costituzioni: il testo, insieme alle annessioni, conta ben 852 pagine, scritte per di più in un linguaggio di taglio giuridico, poco accessibile al lettore comune. Ciò manifesta ulteriormente l'ispirazione anti democratica di tutta l'operazione.

Per quanto riguarda i contenuti della Costituzione, essi esulano dai caratteri di un testo costituzionale, dal momento che essa non si limita ad elencare i diritti fondamentali dei cittadini e a definire le istituzioni e il loro funzionamento, come ogni altra Costituzione, ma essa delinea per l'Europa tutto uno sfondo di politica economica di tipo marcatamente liberista. quale Costituzione esistente comprende anche la definizione di scelte economico sociali?

L'orientamento economico che deve essere perseguito dall'Unione è definito come un'"economia sociale di mercato fortemente competitiva" [3] fondata sulla libera concorrenza; questa deve essere protetta anche in caso di guerra. [4] Si tratta di indirizzi economici che verranno così imposti all'Europa in modo irrevocabile, dal momento che un testo costituzionale non è modificabile, salvo l'unanimità di tutti i membri, e, al contrario del trattato, non prevede diritto di ritrattazione da parte dei Paesi aderenti. Detto ciò, è chiaro che siamo di fronte ad un vero colpo di Stato, che manda in corto circuito la sovranità popolare per imporre, attraverso un atto solenne il cui riferimento alla costituzionalità è abusivo, i principî del liberismo economico.

La Costituzione stabilisce il primato della concorrenza ai danni della solidarietà: l'analisi delle occorrenze linguistiche mostra che la parola 'concorrenza' ricorre 33 volte, la parola 'solidarietà' (nel senso di solidarietà degli Stati membri contro qualcosa) 19 volte, la parola 'solidarietà' (nel senso di valore interpersonale) 9 volte, e la parola 'fraternità' ... ben 0 volte! [5]

L'articolo I, 4 ("Libertà fondamentali e non discriminazione") afferma: "La libera circolazione delle persone, dei servizi, delle merci e dei capitali e la libertà di stabilimento sono garantite dall'Unione ed al suo interno in conformità della Costituzione": la persona è equiparata alla merce, la libertà di movimento individuale è omologata al liberismo commerciale! [6]

Qualche esempio dell'arsenale neoliberista spiegato nella Costituzione europea:

- libero movimento dei capitali; [7]

- flessibilità dei lavoratori; [8]

- subordinazione della politica sociale alle esigenze del mercato; [9]

etc... [10]

Se passiamo ad esaminare i diritti fondamentali, la situazione non è più allegra; mancano:

- il diritto al lavoro, sostituito dal "diritto a lavorare" [11] e dalla "libertà di cercare lavoro". [12] Si tratta dunque della possibilità di cercarsi un lavoro e, nel caso felice in cui lo si trovi, di esercitarlo: cosa ben diversa dal diritto per tutti.ad avere comunque un lavoro.

- il diritto ad una retribuzione minima;

- il diritto a pari considerazione anche se di nazionalità diversa: [13] la clausola sulle disposizioni specifiche che limitano l'uguaglianza si riferisce al fatto che gli stranieri residenti in Europa, anche se sono equiparati ai cittadini europei sul piano dei diritti economici, [14] sono privati dei diritti politici! [15]

- il diritto all'indennità di disoccupazione;

- il diritto all'aborto;

... and so on.... [16]


In occasione del 1 Maggio, a Parigi tutti i movimenti (di lavoratori, di donne, di migranti...) sono scesi in piazza per dire NO alla Costituzione Europea.

Nella foto, la protesta di un bébé e dei suoi genitori:
"Contro la distruzione della previdenza sociale, vota NO alla Costituzione Europea"
"Per fermare i licenziamenti e la delocalizzazione, vota NO alla Costituzione Europea"
Foto: A. Pignataro
 

Last but not least. la Costituzione europea non presenta cenni al ripudio della guerra, lasciando aperta la possibilità della formazione di un esercito europeo, con conseguente aumento delle spese militari. [17]

La pace non è considerata un valore fondante, [18] ma un semplice obiettivo. All'art. I, 3 ("Obiettivi dell'Unione") è infatti scritto: "1. L'Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli". Conosciamo gli attuali metodi di "promozione della pace": questo articolo apre la strada ad occupazioni militari "umanitarie" gestite singolarmente ed autonomamente dall'Unione europea, simili a quelle che ancora abbiamo sotto gli occhi.

Il 5 Maggio 2004, il Parlamento italiano aveva approvato, con voti favorevoli da entrambi gli schieramenti, la mozione presentata da Ermete Realacci [19] per l'inserimento nel testo costituzionale europeo dell'art. 11 della Costituzione italiana. Ma il governo italiano non ha mai lavorato in tal senso, dedicandosi invece alla propaganda delle presunte radici cristiane dell'Europa: [20] ed è questa.proposta di modifica che è stata propinata all'opinione pubblica, mentre sull'altra i media.hanno taciuto. Lo scorso 26 Gennaio, infine, per soli 9 voti la Camera ha respinto l'ordine del giorno, presentato da Folena e Realacci, che impegnava il governo a lavorare perché fosse introdotto nella Costituzione Europea il ripudio della guerra. [21]

Un'ultima osservazione: Louis Amigo nota come "le parole e le espressioni 'terrorismo', 'minaccia terrorista', 'attacco terrorista', 'prevenzione del terrorismo' ritornino 10 volte nel testo della Costituzione in 6 articoli differenti: I-43, III-160, III-271, III-276, III-309, III-329". Secondo Amigo, questa occorrenza si spiega come previdente definizione di contromisure da prendersi di fronte ad una probabile risposta violenta da parte dei cittadini europei che si vedranno privati della sovranità e imprigionati in un'economia liberale che non hanno scelto e che non potranno cambiare: sarà facile etichettare la loro ribellione come 'terrorismo'... [22]

In conclusione, obiettivo dell'Europa secondo questa Costituzione è "offrire ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne e un mercato interno nel quale la concorrenza è libera e non è falsata" (Art. I, 3, "Obiettivi dell'Unione"): ma cosa si ridurrà questo spazio di libertà, sicurezza e giustizia nell'Europa ultraliberista qui dipinta, in cui non sono previste misure di protezione sociale, in cui si inneggia alla privatizzazione dei servizi, in cui la definizione dei diritti umani avvia una drastica marcia indietro in direzione conservatrice, [23] in cui, fondamentalmente, il potere economico schiaccia sempre più e sempre più apertamente le forme democratiche?

Nel 2009, quando la Costituzione entrerà in vigore, tutti i cittadini europei saranno soggetti a principî sui quali non hanno avuto alcuna voce in capitolo: né quanto a stesura, né quanto a contenuti, né quanto ad approvazione (nel caso dell'Italia e di molti altri Paesi in cui la ratifica non si svolgerà per referendum ma per voto del Parlamento). Allora, forse molti Italiani ricorderanno, nel 2004, tutto il chiasso sollevato ad arte su questioni nazional popolari (leggi: cattoliche), la polemica sulle radici cristiane dell'Europa, la faccia molliccia di Buttiglione sui giornali di tutto il mondo e le sue dichiarazioni sessiste ed omofobe... tutto studiato per farci credere che la Costituzione europea riguardasse solo questioni di laicità in lotta contro le credenze religiose ... mentre nell'ombra si coccolavano gli interessi del capitale.

E intanto, mentre i nostri sguardi sono rivolti all'Iraq, dove continua il balletto dei bombardamenti sui civili, dei rapimenti incomprensibili, dei tragici errori ad opera dei nostri "amici", l'Europa continua in silenzio a calpestare i diritti fondamentali dei suoi cittadini: quello di sapere e quello di decidere. Il giorno dopo la liberazione di Giuliana Sgrena e l'assassinio del suo liberatore Nicola Calipari ad opera delle truppe americane: tristezza, rabbia, desiderio di vendetta.
E intanto al Senato si vota per la ratifica della Costituzione europea…


Note
1. Faccio riferimento all'analisi di Anne-Cecile Robert nell'articolo "Coup d'Etat idéologique en Europe", Le Monde Diplomatique. Novembre 2004, disponibile su: http://www.monde-diplomatique.fr/2004/11/ROBERT/11698?var_recherche=Coup+d%27Etat+id%C3%A9ologique+en+Europe.
2. Il testo del "Trattato che adotta una costituzione per l'Europa" si può scaricare dal sito del governo alla pagina: http://www.governo.it/costituzione_europea/index_costituzione.html.

Negli articoli riportati oltre, i corsivi sono miei.
3. Art. I, 3 ("Obiettivi dell'Unione"): "3. L'Unione si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un' economia sociale di mercato fortemente competitiva. che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico". V. artt. III, 177-179.
4. Art. III, 131: "Gli Stati membri si consultano al fine di prendere di comune accordo le disposizioni necessarie ad evitare che il funzionamento del mercato interno abbia a risentire delle misure che uno Stato membro può essere indotto a prendere nell'eventualità di gravi agitazioni interne che turbino l'ordine pubblico, in caso di guerra o di grave tensione internazionale che costituisca una minaccia di guerra ovvero per far fronte agli impegni da esso assunti ai fini del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale".
5. Louis Amigo, "Courts textes qui disent NON à la constitution européenne", su: http://yonne.lautre.net/article.php3?id_article=1003.
6. Lo stesso principio è ribadito al Preambolo alla parte II ("Carta dei diritti fondamentali dell'Unione"): [l'Unione] si sforza di promuovere uno sviluppo equilibrato e sostenibile e assicura la libera circolazione delle persone, dei servizi, delle merci e dei capitali, nonché la libertà di stabilimento.
7. Art. III, 156: "... sono vietate le restrizioni sia ai movimenti di capitali sia ai pagamenti tra Stati membri‚ e tra Stati membri e paesi terzi".
8. Art. III, 203: "L'Unione e gli Stati membri, in base alla presente sezione, si adoperano per sviluppare una strategia coordinata a favore dell'occupazione, e in particolare a favore della promozione di una forza lavoro competente, qualificata, adattabile.e di mercati del lavoro in grado di rispondere ai mutamenti economici... "
9. Art. III, 209: "L'Unione e gli Stati membri ... hanno come obiettivi la promozione dell'occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che consenta la loro parificazione nel progresso, una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale, lo sviluppo delle risorse umane atto a consentire un livello occupazionale elevato e duraturo e la lotta contro l'emarginazione. A tal fine, l'Unione e gli Stati membri agiscono tenendo conto della diversità delle prassi nazionali, in particolare nelle relazioni contrattuali, e della necessità di mantenere la competitività dell'economia dell'Unione..
10. V. Yves Salesse, "Dire non à la 'constitution' européenne pour construire l'Europe", su: http://yonne.lautre.net/article.php3?id_article=877.
11. Art. II, 75: "1. Ogni persona ha il diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente scelta o accettata".
12. Ibidem. "2. Ogni cittadino dell'Unione ha la libertà di cercare un lavoro, di lavorare, di stabilirsi o di prestare servizi in qualunque Stato membro".
13. Art. II, 81: "2. Nell'ambito d'applicazione della Costituzione e fatte salve disposizioni specifiche in essa contenute, è vietata qualsiasi discriminazione in base alla nazionalità".
14. Art. III, 133: "2. È vietata qualsiasi discriminazione in base alla nazionalità tra i lavoratori degli Stati membri‚ per quanto riguarda l'impiego‚ la retribuzione e le altre condizioni di lavoro".
15. Art. II, 100: "Ogni cittadino dell'Unione ha il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiede, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato".
16. V. Alain Lecourieux, "L'illusion des droits fondamentaux dans la Constitution européenne", su: http://yonne.lautre.net/article.php3?id_article=996.
17. Art. I, 41: "... Gli Stati membri s'impegnano a migliorare progressivamente le loro capacità militari. È istituita un'Agenzia nel settore dello sviluppo delle capacità di difesa, della ricerca, dell'acquisizione e degli armamenti (Agenzia europea per la difesa), incaricata di individuare le esigenze operative, promuovere misure per rispondere a queste, contribuire a individuare e, se del caso, mettere in atto qualsiasi misura utile a rafforzare la base industriale e tecnologica del settore della difesa, partecipare alla definizione di una politica europea delle capacità e degli armamenti, e assistere il Consiglio nella valutazione del miglioramento delle capacità militari.
18. Non si trova elencata tra i valori dell'Unione (Art. 1, 2).
19. V. http://italy.peacelink.org/europace/articles/art_6934.html.
20. Presunte in quanto l'Europa, come gruppo di Stati nazione ispirati alla laicità e all'aconfessionalità delle istituzioni politiche, è sorta proprio dalle macerie delle guerre di religione tra cattolici e protestanti.
21. Folena ha dichiarato polemicamente in proposito: "Se … affianchiamo questo [la bocciatura della mozione] alla discussione avvenuta sulle radici giudaico-cristiane, non posso non rilevare una certa ipocrisia: forse la pace non è un valore cristiano?
(V. http://italy.peacelink.org/europace/articles/art_9303.html).
22. Louis Amigo, cit. alla nota 4.
23. Nel quadro generale di questa operazione mistificatoria, è stato inserito anche un riferimento al rispetto del benessere degli animali (Art. III, 121): "Nella formulazione e nell'attuazione delle politiche dell'Unione nei settori dell'agricoltura, della pesca, dei trasporti, del mercato interno, della ricerca e dello sviluppo tecnologico e dello spazio, l'Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti, rispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini degli Stati membri per quanto riguarda, in particolare, i riti religiosi, le tradizioni culturali e i patrimoni regionali". Questo riferimento ha assunto, al pari della polemica sulle radici religiose, la funzione di specchietto per le allodole: gli ideologi della Costituzione hanno finto di accogliere l'istanza, sempre più diffusa, della difesa degli animali non umani e se ne sono serviti per rivestire il loro testo di un'aura progressista del tutto fasulla, non solo per ciò che riguarda gli altri temi, ma anche in relazione alla stessa questione degli animali: l'articolo infatti risulta del tutto inutile visto il rimando alla legislazione dei singoli Stati.